venerdì 26 giugno 2009

Appunti di ragioneria

1. Il Codice Civile ha qualche riferimento diretto?
No, mai nessuno: il Codice dice sempre le cose con parole diverse e in modo diverso, riferendosi a concetti che nel manuale non sono collegate. E il tutto all'interno di un singolo comma

2. Secondo il Codice Civile esistono i principi contabili? E i criteri? E i concetti base?
No, sì. Fa un riferimento indiretto ai concetti base nell'art. 2432, dove si regola la riproduzione delle mucche pezzate sotto i 300 m dal livello del mare

3. Esiste una differenza tra principi, criteri e concetti base?
No, sono la stessa cosa

4. Cosa succede se si svalutano i crediti precendetemente svalutati in quanto immobilizzati da un tipo con un coltello a serramanico?
Vanno rivalutati con la scrittura in partita doppia:
Coltello a serramnico a Crediti v/sconosciuti
In caso di coltello ricurvo bisogna invece riservare direttamente la svalutazione a riserva non distribuibile
Coltello ricurvo a Riserva non distribuibile
Naturalmente, alla fine dell'anno i crediti svalutati per serramanico vanno riservati in una riserva non distribuibile, ex art. 2432 del Regolamento dei Giochi Senza Frontiere
Crediti minacciati a Riserva non distribuibile
Secondo i principi contabili internazionali (detti IAS) invece non bisogna effettuare alcuna variazione fino all'arrivo delle forze dell'ordine. In caso di mancato intervento bisogna effettuare una svalutazione straordinaria delle forze dell'ordine, come regolato dallo IAS 32 e dal DOGMA 95

5. Indica almeno un caso in cui ti sarà utile aver perso due settimane delle tua vita a comporre scritture contabili inventate nel '300 (Partita Doppia) e successivamente stratificatesi
Quando brucerò tutti gli appunti sul falò in spiaggia, come regolato dal Framework ( Appunti a Falò sulla Spiaggia )


Technorati tags:

mercoledì 3 giugno 2009

La mia famiglia e le botte in testa

Se qualcuno ogni tanto ancora passa di qua, batta un colpo nei commenti, anche solo per dire "Quante stronzate dici" e cose del genere

Più il tempo passa più ho l'impressione che la mia famiglia tenda ad assomigliare a quella dei Simpons. Papà qualche chilo l'ha messo su, i capelli li perde, tende ad addormentarsi sul divano. Sul quale, naturalmente, ha scavato la forma del proprio fondoschiena. Mamma tende a preoccuparsi per tutto e tutti, correndo di qua e di là, con la voce secca. Ok i figli sono quattro e non tre, però questi giorni che Bea vive a Milano siamo tre, e l'impressione è un po' quella. Ok, due maschi e una femmina, ma cos'ha Maggie di femminile? I Simpsons. Ci può stare, ci sono tutti i segni distintivi: la colazione sbrigativa la mattina, spezzettati, Bart/Cesco che non vuole mangiare a pranzo, Milhouse, il preside con dei problemi, gli strangolamenti all'urlo di "Brutto BACAROSPO!".
E, naturalmente, le botte in testa.
Chi vede i Simpson sa che ogni due puntate c'è almeno una botta in testa, presa accidentalmente o deliberatamente causata da qualcuno. Bonk. Sbonk. "Ahia!". Pensavo fosse il meccanismo comico dei Simpson, unire semplici gag visive a complessi pezzi satirici parlati. E invece ho scoperto che quest'idea è la solita atrusione che tiro fuori. La realtà è molto più semplice.
E' perchè è realistico, prendere le botte in testa.
Cesco una volta ha sbattuto su una porta. Sì, una porta di legno interno di casa Simpson. Fortissimo. Era porta di camera mia. Non ha fatto sbonk. Immaginatevi io che studio tranquillo, chiuso in camera, chino sulla scrivania, fuori dalla finestra i misteriosi canarini del cortiletto interno che cantano. Ci sono i fiori fuori.
STRONK.
Poi, un afflosciamento sulla porta. Tipo Sviiiiii.... "MAMMAAAAAAAAH"
Un'altra botta in testa l'ha presa Luisa ieri. Luisa è molto più In, molto più Cool e molto più Occhei di tutti i fratelli. Lei le botte in testa mica le prende a casa, no. Al centro commerciale Porte di Roma, con i suoi amici. In perfetto stile Avril Lavigne, insomma. Stava giocando con un suo amico, gli tira un calcio, quello prende la gamba e cadono tutti e due, ma Luisa aveva dietro un mezzo scalino e SBONK va giù con la capoccia. Mi ha detto che dal rumore che ha fatto tutti i commessi i clienti i perditempo quelli che passavano di sono fermati. Poi hanno voltato la testa. Sul pavimento colorato del centro commerciale c'era Luisa, stesa in posizion evidentemente scomoda. Come i Simpsons, come i Simpsons. Inutile dire che non c'ero, sennò avrei riso mezz'ora sentendo quello Sbonk, e avrei continuato a ridere anche mentre giocavo con il suo amico a spingerlo giù dal parcheggio multipiano.
Altra conferma che siamo i Simpsons: niente di rotto.
Ma la botta in testa più bella è stata quella di papà/homer
[continua]

venerdì 8 maggio 2009

Fiat luce nella crisi


Improvvisamente tutto il mondo vuole acquistare Fiat. Obama impone alla Chrysler di fare affari con la casa di Torino. Opel è interessata. General Motors non se la sente di escluderlo. Tutti sbandierano questi risultati. Ma perchè? Nessuno lo spiega, fa bene pensare che la crisi sia già finita. Questa (colpevole) superficialità nasconde invece il fatto che l'interesse mondiale per la Fiat nasce proprio dalla crisi, con la crisi. Ma vediamo nel dettaglio.

Il brevetto La Fiat ha appena brevettato, prima nel mondo, un sistema aggiornato per portare aria nella camera di scoppio. Senza entrare in dettagli tecnici: il nuovo sistema targato Fiat ottimizza l'aria (il carburente), di modo da diminuire anche il consumo di carburante. E' l'uovo di Colombo, aumenta le prestazioni diminuendo i consumi, e non di poco. I laboratori Fiat parlano di un risparmio del 20%

Smaller pollution, small cars Le previsioni macroeconomiche elaborate dopo la crisi raccontano un settore autobilistico che, in futuro, rischia il collasso totale. Il petrolio sarà sempre più costoso, e le leggi nei paesi "consumers" (Ue e Usa, principalmente) saranno sempre più stringenti in tema di emissioni. La corsa ora quindi è chi arriva prima a costruire la macchina più piccola, più economica, meno inquinante. Fiat è uno dei gruppi che già da anni investe in questo senso. Le case americane al contrario sono in grossa difficoltà: costruire enormi macchinoni inquinanti non è la stessa cosa che produrre una Cinquecento: andrebbero riconvertiti tutti gli impianti e recuperato il gap tecnologico nella produzione di auto piccole. Sembra un problema da poco, ma non lo è

Troppi giocatori Un'altra prospettiva del mercato dell'auto è che, dopo la crisi, ci sarà spazio solo per tre o quattro grandi "players", cioè tre o quattro enormi compagnie di auto. Piuttosto che morire o fallire, la parola d'ordine diventa fusione. Una partita come questa è lontana dall'essere una win-to-win situation, piuttosto il contrario. Ognuno cerca di comprare o controllare la torta dell'altro, ma men mano che il tempo le torte si rimpiccioliscono. Il primo che riesce ad allargare un po' la sua torta, magari anche solo con una fetta, avrà una forza contrattuale maggiore degli altri: potrà dire "Ah sì? Allora aspettiamo ancora un altro po' ".

La torta all'italiana Il risultato è che tutti gli occhi si puntano, e in modo abbastanza repentino, sulla torta considerata più semplice da accaparrarsi. E perchè la Fiat è la torta più appetibile, se ha un buon brevetto ed è già avanti nella produzione di auto "ecologiche?" Perchè è fondamentalmente un'azienda con un marchio debole che si è risollevata solo negli ultimi anni, dopo aver rischiato di distruggere il proprio prestigio con modelli-fregatura: la Duna, per dire. Non è un caso che sia l'unica azienda ad aver cambiato logo recentemente.

Conclusione Gli occhi di tutti sono sulla Fiat perchè, in tempo di vacche magre e vitelli rachitici, si cerca di mangiare il rivale che meno si sa difendere e che allo stesso tempo è ingrassato più recentemente. E' vero quindi che Fiat ha, al momento, una forza contrattuale considerevole nei confronti delle altre aziende automobilistiche. Ma è una forza che nasconde una debolezza di fondo: è compito dei suoi dirigenti trasformare questo vigore inaspettato in una base per una solida azienda futura.


lunedì 4 maggio 2009

Pettino, L'Aquila

Prima o poi scriverò qualcosa su Pettino, sul campo, sul terremoto, sulle persone. Quindi rimanete sintonizzati, questo blog non è morto, è solo in attesa. Io sono in attesa di poter dire Ok, ora posso iniziare ad elaborare il tutto. Per ora è ancora tutto troppo in movimento. Posso però dire una cosa: ho ricevuto infinitamente di più di quanto abbia dato (in realtà, abbastanza poco)
v

giovedì 2 aprile 2009

Giro di vite, senza rumore


C'è un uomo in Russia che si chiama Lev Ponomaryov. Ha 67 anni, ed è il leader del movimento Per i diritti umani. Ex dissidente sovietico, è stato eletto in Parlamento nei primi anni novanta. Ha combattuto contro le terribili condizioni delle carceri sovietiche, e in generale per i diritti umani. Ieri era appena sceso dalla sua automobile quando è stato picchiato, scaraventato al suolo e percosso da due o tre uomini, che poi si sono dileguati, senza una parola. PonomaryovPopnomaryov è sempre stato abbastanza critico nei confronti del governo, e negli ultimi tempi si era esposto contro la persecuzione governativa nei confronti di Mikhail Khodorkovsky. Ma l'impressione è che queste percosse siano, più che il bastone, la carota del Governo. Mi spiego. Un collega di Ponomaryov, l'avvocato specializzato in diritti umani Stanislav Markelov è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in Gennaio, subito dopo una conferenza. Nella sparatoria è morta anche una studentessa di giornalismo, Anastasia Baburova. In questo caso, nessun arresto. Sempre questa settimana, lunedì, un altro dipendente di un giornale dissidente del sobborgo Khimki (Mosca), è morto in seguito alle percosse ricevute. E' il sesto giornalista di Khimki che viene picchiato brutalmente negli ultimi due anni. Mikhail Beketov, l'editore di un altro giornale di Khimki, è in coma da novembre, sempre a causa di un'aggressione. Era stato accusato dai locali tutori della legge di diffamazione: aveva denunciato dei progetti di sviluppo fortemente lesivi dell'ambiente.
Ma, si sa, l'Italietta è troppo provinciale o troppo spaventata per riportare notizie del genere. Bisogna invece tenere a mente che i diritti umani saranno messi a dura prova dalla crisi economica, non solo nei paesi pseudo-democratici. O forse è per questo, che i giornali italiani si scordano dei dissidenti russi.

mercoledì 25 marzo 2009

Il mestiere del padre

da silenziostampa, energie9.org

Ultimamente Silenziostampa ha zoppicato, e di questo mi scuso con tutti i lettori, con la promessa che, magari claudicante, continuerà a proporvi le notizie che farebbero notizia se non fossero scomode.

Intro E' una notizia Reuters, ma sembra non aver fatto notizia.
Partiamo dall'inizio. Il nuovo governatore della Sardegna si chiama Ugo Cappellacci, ed è un berluscones in linea di sangue diretta. E' infatti figlio del commercialista di Berlusconi. E' talmente berlusconiano da aver scelto, per la campagna elettorale, un basso profilo. In senso letterale: lui stava seduto e il capo del suo partito, Berlusconi appunto, teneva il comizio. E ha vinto.
Ma fin qui niente di strano: siamo ormai abituati al fatto che le aziende del nostro Presidente del Consiglio e le più alte cariche dello Stato Italiano si vadano ormai sovrapponendo, un po' come il partito leninista e lo stato russo dopo la rivoluzione.
Dopo essere stati eletti, c'è una grande attesa, di solito. I giornali danno spazio alle prime mosse da neo-eletto: i primi 100 giorni del Governo, il primo atto di Obama, il primo provvedimento di Alemanno. Ci siamo abituati. Ma la prima mossa di Cappellacci? Mistero.
sardinia.jpg
Strofa Forse ha fatto qualcosa sulla crisi. Sui posti di lavoro ai giovani. Sul precariato. Sull'ambiente. E invece no. Il primo passo del neo-governatore è stato abbassare le tasse ai super-ricchi, per la precisione le tasse che gravano su cose come yacht extralusso da 30 metri, elicotteri privati ed altri sfizi del genere. Tasse che, secondo Cappellacci, tenevano lontani i loro possessori e usufruitori dalle bellissime spiagge della Sardegna, che (sempre secondo lui) ne ha risentito in termini di turismo.
Sembra quasi che Reuters riporti la notizia insieme a un player mp3 che riproduce il suono di una pernacchia. Fa notare infatti che chi maggiormente fa la tratta Porto Fino - Porto Cervo in elicottero è proprio il principale, il Re Sole. Pernacchia.
Io aggiungerei che difficilmente chi si può permettere yacht con equipaggi ed elicotteri privati si fa scoraggiare da una tassa e ripiega, per dire, su Fregene. Anzi, abbassare le tasse vuol dire svendere la Sardegna dell'unica sua forza economica, e cioè dei luoghi unici al mondo per bellezza. Alzare il prezzo dell'andare in Sardegna in elicottero sarebbe come alzare di 50€ il prezzo degli iPod: molti potrebbero iniziare a comprarselo per il puro gusto di pensare che altri non se lo possono permettere, ora che costa di più. La sua forza non è il prezzo, è la qualità, il prestigio.
Ma d'altra parte, si sa, attorno alla corte del Re Sole ruotano dinastie nobiliari di consiglieri delle tasse, avvocati, e, appunto, commercialisti. E come il figlio di un conte rimane conte, il figlio di un commercialista farà il commercialista. E sempre per conto dello stesso padrone. E qual'è il compito di un commercialista, se non quello di farti pagare meno tasse?

mercoledì 4 marzo 2009

Micro impatto emotivo

da silenziostampa, energie9.org

Corsa invisibile Azienda contro azienda, spalla a spalla. Tutti sanno che solo chi arriva primo vince, il primo trainerà l'economia mondiale per anni. Ma è anche una corsa silenziosa. Considerata d'impatto emotivo troppo forte, tenuta bassa. I risultati parziali ottenuti finora sono sbalorditivi, e quelli finali (si mormora) potrebbero tirarci fuori dalla crisi. L'altro giorno i dati del PIL americano segnavano un ribasso di sei punti, "mai così male dall'82". Ai tempi, si uscì dalla crisi con la rivoluzione informatica. Ora, si spera di uscire con la rivoluzione dei materiali.

Nanotech Non è una recensione di un film di fantascienza. Lo potrebbero essere le cifre investite in ricerche nanotecnologiche e nei polimeri. Materiali nuovi per un mondo nuovo. Ma sui giornali se ne parla poco, e male. Detto in maniera semplicistica e barbara: si è arrivati a modificare i materiali a livello molecolare. Ci sono aziende che hanno sviluppato "nanoreticoli" particellari: un velo di molecole sopra un materiale. Risultato? Un pezzo di legno, leggero come il legno, resistente al calore come il legno, insomma un pezzo di legno, ma ricoperto di uno strato invisibile di molecole di acciaio. E quindi resistente come l'acciaio. Per ora è una tecnologia ancora troppo costosa, ma tutti sanno che quando il problema diventa come abbassare i costi di produzione, la questione non è più se ma quando. Quando si svilupperà una tecnologia del genere gli impatti saranno enormi, paragonabili alla macchina a vapore, al computer. Non avremo più vincoli di alcun tipo rispetto alla composizione molecolare: non avrà più senso dire "Ho dei bicchieri di plastica" perchè saranno trasparenti come il vetro ma resistenti quando la plastica, magari più leggeri. Il concetto stesso di plastica e di vetro, chiaramente, sfuma. O svanisce. E' questo l'impatto emotivo che fa questa corsa silenziosa, che fa essere i governi prudenti e le aziende discrete.

polymer.jpg

Struttura molecolare di un polimero "shape memory"

Polimeri L'altra corsa, parallela, intrecciata, è quella ai polimeri. Sono dei materiali particolari che, grazie alla loro peculiare struttura, posseggono una "memoria molecolare" rispetto alla loro forma. In altre parole: i polimeri sono materiali che possono assumere una forma se riscaldati, adattandosi per esempio alla forma di una mano. Ma non solo: se riscaldati nuovamente, ritornano ad assumere la forma originaria. Già ora questa tecnologia è usata da un'azienda italiana per produrre forchette per disabili (che diventano automaticamente ergonomiche e tornano normali in lavastoviglie). O per produrre aghi endovenosi che si "adattano" alla vena, di modo che essa non possa "uscire" per un movimento inconsulto del paziente. Ma questi sono solo applicazioni minori, specialistiche. Il traguardo deve ancora arrivare, ma si avvicina sempre di più.

Foto da llnl photos